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Anatomia di un popolo con 5000 anni di tradizione…

La necessita’ base di ogni animale, essere umano incluso, e’ quella di mangiare.
Cosi’ come il leone cattura la gazzella per il suo pasto, il cinese cattura, con le sue temibili unghie affiliate, qualche pezzo di cibo giacente negli abbondanti piatti che girano vorticosamente sul tavolo dei commensali.
In Cina, come
in ogni altro paese asiatico, i commensali amano dividere il cibo: i piatti
vengono disposti su un elemento circolare girevole, posto al centro del tavolo. Ognuno prende cio’ che vuole. Non e’ molto igienico, visto che il cibo
condiviso viene in contatto con i “kuaizi”, meglio conosciuti come “chopstick” (le bacchette) che pochi secondi
prima navigavano nei vortici del mare impetuoso di saliva, geograficamente
posizionato nella bocca del nostro vicino di tavola.
Ma tante’...
Mangiare in Cina e' molto economico: un ristorante cinese costa dal 2 ai 4 euro.
Il vero problema e’ il menu’: i cinesi mangiano decine di piatti diversi per ogni pasto e il menu contiene centinaia di scelte differenti, tipicamente scritte in cinese.
Come capirci qualcosa ? Mission-impossible...
Consiglio: se il menu contiene qualche foto, ordinate il piatto con l’aspetto meno strano, altrimenti, estraete i dadi dalla tasca e procedete per tentativi.
Una
particolarita’ veramente curiosa e’ il modo in cui i cinesi ordinano i piatti:
una sola persona e’ incaricata di ordinare per tutti, tipicamente
l’organizzatore della serata o chi e’ il fortunato sorteggiato per
saldare il conto. Una cosa del genere non avrebbe senso in Italia: ognuno ama
scegliere cio’ che vuole mangiare. In Cina no, e se, come mi e’ capitato piu’
volte, si ha la sfortuna di mangiare insieme a qualche cinese con gusti un po’ “particolari”,
ci si ritrova facilmente a mangiare sangue secco o zampe di gallina…
Dicevamo… i chopstick, ovverosia, le bacchette… Dopo qualche mese di Cina si dimenticano le sofferenze iniziali patite per imparare l’uso di questo millenario sistema, inventato per portare il cibo alla bocca e mai sostituito dagli “scomodissimi” cucchiaio, forchetta e coltello del mondo occidentale. Dopo pochi mesi sono oramai parte del passato i giorni in cui si impiegava mezz’ora per mangiare un piattino di riso, e ora guardiamo soddisfatti al giorno in cui torneremo in Italia e potremo dimostrare la nostra bravura con questo utensile che fa molto trendy!
I cinesi a tavola sono veramente disgustosi. Spiace dirlo, ma e’ cosi’.
Non e’ colpa loro. Anche noi, da piccoli, facciamo cose non proprio “da galateo”.
Ma la nostra “santa” mammina, durante la nostra crescita, a furia di ripeterci che “a tavola dobbiamo avere un certo contegno”, mirato a qualche improbabile futura cena in qualche altrettanto improbabile ambiente nobile, riesce tipicamente a limare il 40-50% delle porcate che facciamo…
Il cinese non ha ricevuto questo tipo di educazione. Il Galateo e’ una parola assolutamente sconosciuta al popolo della Grande Cina: spaghetti e le zuppe sono ingoiati con potenti risucchi che forse abbiamo sentito fare solo ai nostri nonni; il pesce e’ impietosamente tritato con le dita delle mani; non essendo provvisti di coltello, bisteccone di carne vengono tagliate con la sola forza di canini e molari; la tovaglia diventa presto un campo di battaglia, ove pezzi di cibo rantolano morenti fra piatti e tazzine da te’; il dialogo procede esclusivamente a bocca piena e, alla fine, l’immancabile e sonoro rutto di soddisfazione, intonato su note grevi, da’ il segnale di fine delle trasmissioni: dio vuole, la cena e’ finita!
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