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Anatomia di un popolo con 5000 anni di tradizione…

Dalle nostra parti, si dice che “Chi non lavora non mangia”.
Ma si dice anche “Chi dorme non piglia pesci”.
In Cina, si lavora, si dorme (durante il lavoro), si mangia, e si pigliano pure i pesci!
La risposta e’: si e no. Non trovo alcuna differenza con quello che ho visto in altri paesi: c’e’ chi lavora molto e chi fa poco (ma non chi non fa nulla, come da noi in certi uffici pubblici…). Ma allora come fa la Cina a svilupparsi a questa velocita’ “smodata”?
Una prima spiegazione e’ data dal costo del lavoro, molto basso, per cui e’ facile trovare manodopera. In questo modo si copre un arco di tempo piu’ lungo nella giornata: 2 persone possono lavorare per 8+8 ore e costano molto am molto meno di quello che costa un nostro operaio. Ma c’e’ anche un altro fattore: il fattore “Software”.
Mentre l’italiano tende sempre a cercare una strada che gli permetta di ottenere lo stesso risultato con il minimo sforzo (e se poi riesce a far lavorare gli altri per lui, anche meglio…), se non addirittura cambiare completamente il compito assegnato, il cinese e’ come un computer: fa esattamente cio’ che gli dici, non un bit di meno, non uno di piu’. Digli di fare una cosa, ovverosia, programmagli il “software” corretto, e lui la fara’. Ma non ci si deve aspettare che faccia qualcosa di diverso. L’istruzione, come per un software, deve essere molto chiara e contenere tutti i possibili casi dei branch “:if-then-else”, altrimenti, il cinese, come nel piu’ classico dei casi di un programma che gira sotto un sistema operativo Microsoft Windows, si impalla e si ferma in attesa di un reset.
La siesta dopo pranzo e’ un diritto per il mondo del lavoro asiatico. Il primo impatto, quando si entra in una ditta cinese dopo pranzo, e’ notevole. Ci si chiede: “...ma qua dormono tutti ?” E invece no! Stanno solo riposando dopo il pranzo, adagiati in posizioni impossibili sulle loro scrivanie, sconsigliate anche dal piu’ scalcinato dei fisioterapisti.
Come facciano a svegliarsi dopo un quarto d’ora, senza sveglia, rimane per me tutt’ora un mistero.
Probabilmente, devono avere un orologio naturale, sottocutaneo, sincronizzato sulla porta wireless USB del computer. Bah… Qualora fossi io a schiacciare un pisolino dopo pranzo, probabilmente mi sveglierei in piena notte, quando l’ufficio e’ gia’ vuoto e la lettera di licenziamento gia’ sulla scrivania…
Non esiste. Il cinese fa poche pause e, se le fa, si sente colpevole verso il proprio datore di lavoro per cui si allontana dalla propria postazione di lavoro per tempibrevi, non sicuramente lunghi come capita da noi in Italia. D’altra parte, non esiste neppure un luogo adibito ad ospitare tale momento della giornata, per cui manca anche il “contorno”.
La pausa-sigaretta invece non manca: e’ permesso ad ogni individuo che ha liberamente deciso di rovinarsi la salute di continuare a rovinarsela…
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