MAI DIRE MAO

 

 

Anatomia di un popolo con 5000 anni di tradizione…

 

 

7         Holidays: i cinesi in vacanza

 

Nel mondo moderno, il concetto di “vacanza” nasce come conseguenza della creazione del sistema-lavoro: si lavora per guadagnare, si guadagna per mangiare, si mangia per sopravvivere, ecc. ecc. Alla fine di questa lunga catena, rimane un concetto fondamentale: dopo lunghi mesi di intenso lavoro, l’uomo ha diritto di fare un po’ di meritata vacanza.

La Grande Cina non si discosta da questa idea, ma, poiche’ la filosofia di base e’ che tutto deve essere regolato, vacanze comprese, il risultato e’ che il Governo ha stabilito 3 periodi di vacanza, in periodi fissati, in concomitanza con il Capodanno cinese, l’inizio di Maggio e l’inizio Ottobre. Tutto il popolo della Grande Cina, ovverosia un miliardo e quattrocento milioni di persone possono fare le vacanze durante e solo durante questi tre periodi. Potete facilmente immaginare cosa significhi viaggiare in Cina durante uno di questi tre periodi…

Tipicamente, i cinesi associano il concetto di vacanza al ritorno a casa dalla famiglia (qualora studino o lavorino in un’altra citta’) o a stare a casa a rilassarsi.

Una minoranza si discosta da questo stereotipo e si avventura nell’esplorazione di mondi nuovi: la montagna, il mare…

 

7.1      Cinesi in Montagna

 

Giugno 2006, il freddo inverno che ha congelato i primi mesi di quest’anno e’ oramai un lontano ricordo. Finalmente e’ arrivato il bel tempo e possiamo sfuggire dal frastuono, dall’inquinamento e dalla costante vista di palazzi e grattacieli di Shanghai, per dirigersi verso la Natura, quella con la “N” maiuscola, che tanto ci ricorda e ci manca del nostro Bel Paese.

La meta e’ la montagna, la Yellow Mountain, famosa per i suoi precipizi rocciosi che lontanamente ricordano le nostre meravigliose Dolomiti.

Finalmente potremo fare un bel pic-nic, rilassarci su verdi prati circondati dale vette ancora imbiancate di neve, goderci la tranquillita’ del silenzio della montagna…

Un sogno! J … che rimarra’ tale K

L’organizzazione del viaggio e’ affidata ad una agenzia cinese.

Questa scelta si rivelera’ una vera esperienza. Infatti, il concetto di vacanza per un cinese e’ molto…, ma molto…, ma molto diverso dal nostro….

 

7.1.1      L’abbigliamento

 

I Cinesi in vacanza, veri esploratori del pianeta Cina, hanno sviluppato in 50 secoli di tenace perfezionamento lo stile di comportamento “perfetto” e il vestito ideale per ogni situazione.

Esaminiamo il caso del Cinese in Montagna (Zhong Ren Shang).      

Come nella lingua le regole di grammatica sono state eliminate, cosi’ nel vestiario si e’ scelta la strada della semplificazione: l’abbigliamento del “cinese in montagna” non presenta nulla di diverso dal cinese in citta’: pantalone nero da uomo, cintura in cuoio nera con fibbia di madreperla nera, arricchita da elementi in finto diamante o oro, giacca scura, camicia bianca, possibilmente con cravatta, calzino corto, scarpetta di pelle nera a punta con immancabile fibbietta argentata o dorata.

Vestiti con questo abbigliamento multi-uso, i cinesi iniziano la scalata alla montagna… si fa per dire, visto che una comoda ovovia porta la valanga di vacanzieri fin sulla vetta.

 

             

 

7.1.2      La giornata-tipo

 

Quale e’ la giornata tipo di un cinese in montagna?

Per il cinese in montagna, la giornata tipo si suddivide in 4 fasi:

 

  1. lo spostamento in autobus
  2. la foto ricordo
  3. il pranzo/cena
  4. il riposo

 

Ogni fase puo’ ricorerre molteplici volte durante la stessa giornata, in sequenza o in ordine sparso, con una ricorrenza al limite delle capacita’ umane.

In una sola giornata, un cinese e’ in grado di vedere una quantita’ inimmaginabile di luoghi, di significato apparentemente sconnesso tra loro, quali: una cascata, la immancabile fabbrica della seta, lo zoo dei serpenti, la fabbrica del te’, un tempio, una scalinata che porta in vetta ecc. ecc. Come fanno i cinesi a sopravvivere a questo “tour de force”?

Utilizzano con perfette sincronie le fasi 3 e 4, ovverosia mangiano e riposano in continuazione. Dormono, ove sia possibile, in modo da recuperare le energie necessarie per il proseguio della giornata. Appena si svegliano, mangiano qualche curioso pezzo di cibo secco, liberato da qualche sacchetto di plastica sottovuoto, nel quale stava rintanato da mesi: tipicamente calamari secchi o frutta altrettanto secca. Un altro segreto e’ dosare al minimo gli spostamenti a piedi. Ove possibile, ricorrono all’aiuto di medioevali portantine per spostarsi lungo le ripide scalinate della Yellow Mountain. Migliaia di anni di allenamento volto al risparmio energetico: massimo guadagno con il minimo sforzo. La perfezione assoluta!

 

7.1.3      Il Tour-Leader

 

Sebbene il cinese di montagna sappia organizzare la giornata in maniera eccellente e abbia sviluppato sapienti tecniche e soluzioni per dosare le energie, tutto cio’ sarebbe vano se non cordinato da un vero leader, un’entita’ superiore  la cui esperienza e’ paragonabile alla saggezza di un antico capo-tribu’. Si! Stiamo parlando di Lui, il vero protagonista di qualunque “trip” affidato a una tour agency: il Tour Leader (fiato alle trombe..).

La gestione della giornata e l’organizzazione del suo gruppo e’ completamente nelle mani del tour leader. Costui ha 2 compiti:

 

  1. descrivere in anticipo i posti che visiteremo
  2. tenere a bada il gruppo affinche’ nessuno si perda… o tenti la fuga

 

Il primo compito e’ apparentemente semplice anche se richiede un lungo allenamento volto a smussare ogni possible intonazione della voce, in modo da rendere la descrizione totalmente soporifera. Durante i lunghi spostamenti in autobus ogni differente locazione e’ diligentemente e immancabilmente descritta dal tour leader. Egli e’ in grado di parlare ininterrottamente per ore, esprimendosi (naturalmente) esclusivamente in lingua cinese, se non addirittura in qualche dialetto locale, sempre con lo stesso tono di voce, atono e senza alcuna inflessione che possa ravvivare un racconto gia’ noioso di suo. Tipicamente, per descrivere la fabbrica del te’ o della seta, egli inizia dal secondo imperatore della dinastia Tong, proseguendo lentamente attraverso secoli e secoli di fondamentale storia del te’. Anche il piu’ irriducibile dei cinesi non riesce ad evitare di entrare nella fase 4: il riposo, che in questo caso si trasforma in un sonno profondo.  Noi  europei, scarsamente dotati di interesse verso la storia della fabbrica del te’ nella millenaria tradizione cinese, puntiamo al classico rimedio rappresentato da potenti tappi per le orecchie.

Il secondo compito del tour leader e’ molto piu’ impegnativo, ma e’ quello che fa la vera differenza fra un tour leader europeo e uno cinese. Infatti, viaggiare con una tour agency cinese significa rispettare il noiosissimo programma di viaggio, sacrificando qualunque attimo di liberta’: tutto e’ pre-programmato e il gruppo deve procedere compatto attraverso le varie mete. Ora, bisogna sapere che, malgrado il tentativo di matrice rosso-comunista di unificare tutto e tutti, anche fra i cinesi esistono coloro che amano differenziarsi, godere del proprio tempo e poter prendere delle decisioni. Cosi’ avviene che qualche cinese del gruppo si “perda”… o tenti disperatamente la fuga. Con anni di esperienza, le tour agency hanno sviluppato una tecnica al limite della perfezione: i malcapitati vacanzieri vengono sapientemente divisi in gruppi, identificati dal colore del cappellino colorato, e tenuti a bada dal cinese-pastore, in arte il “tour leader”, munito di potente megafono da 80dB, usato costantemente per tenere a raccolta il suo gregge. Qualora un cinese-pecorella tenti la fuga, il cinese-pastore urla frasi di minaccia nel suo megafono, si lancia al suo inseguimento, lo raggiunge, e lo riporta immediatamente nel gregge. Data la quantita’ di cinesi-pastore e di cinesi-pecorelle che tentano la fuga, il nostro agognato “sound of silence” della montagna si trasforma nel classico frastuono del mercato della frutta e verdura.

 

7.1.4      Il pic-nic

 

Il pic-nic era uno dei sogni di questa vacanza. Ma che idea! Un pic-nic si fa con pane, salame, prosciutto, formaggio, una coca… Riuscite a immaginare un pic-nic a base di pollo in bambu’, taufu’, baozi, miantiaor, jaozi ? Altro che pic-nic su un prato! Il pasto per un cinese e’ sacrosanto e procede secondo l’unico stile che conoscono: tavola rotonda, piatti da condividere su elemento girevole al centro del tavolo… addio al nostro rilassante pic-nic con pennichella: si mangia tutti al ristorante e poi si riparte in autobus per le prossima meta. Ovviamente il pranzo procede secondo lo stile tipico dei cinesi al ristorante, descritto nel capitolo 2.

 

7.1.5      Si torna a casa…

 

Alla fine del lungo weekend, meditiamo sui giorni trascorsi in compagnia del “Gruppo Vacanze Cina”. La Yellow Mountain sarebbe un gran bel posto, se non fosse interamente connesso da scale e scalini, ma soprattutto se non fosse affollato come piazza Tienanmen al Primo Ottobre. Ci rassegnamo e ci adattiamo allo stile cinese: si fa qualche foto ricordo, si rinuncia a vagare senza meta, in cerca di qualche posto lontano dal frastuono, si seguono pedissequamente le raccomandazioni, le istruzioni, e gli ordini del cinese-pastore, si ritorna sull’autobus che ci riportera’ a casa, dopo nove interminabili ore di viaggio, e si inizia a programmare la prossima vacanza… “fai da te” questa volta ;-)

 

7.2      Cinesi al Mare

 

Capodanno 2006 al mare di Sanya, nell'isola di Hainan, di fronte al Vietman: spiaggia, sole, cielo azzurro e limpido, acqua pulita e cristallina.

Spaparanzati sulla spiaggia come lucertole al sole, avvolti da una leggera brezza che rinfresca l'aria calda di Sanya, inconsciamente e delicatamente pronti a schiacciare il classico "pisolino da spiaggia", accompagnati dal suono dell'onde che si frantumano sulla riva... che momento di perfetto relax!
E' quello che ci voleva per chiudere al meglio il 2006. Ci siamo, lentamente la palpebra si abbassa, l'occhio si chiude, la mente inizia a vagare in un mondo di sogni che appartengono piu' al cuore che alla mente...

….sto sognando: sono sdraiato su una spiaggia deserta, bianchissima, in una baia circondata da rocce che cadono a picco su un mare azzurrissimo, illuminato dai raggi del sole che amplificano i colori della ricca flora di pesci e coralli. Apro lentamente un occhio per godermi il cielo azzurro di questo magnifico sogno... e un granello di sabbia cade sul volto, mmmh… fastidio… mi volto dall'altra parte.. ah! …un altro granello di sabbia, mi rivolto… un altro, un altro ancora! Sabbia ovunque.... possibile ? Non c’e’ vento… Chi o cosa sta turbando la quiete del mio sogno? Apro stancamente anche l'altro occhio per capire e... aaaah!!! Noooo!!! Cosa vedo ? Il “Ghibli” e’ provocato dal moto incessante di  decine di scarpe di pelle nera con fibbietta argentata o dorata: il modello “di punta” nel business della scarpa da uomo in Cina. Oh no! Un incubo: sono al mare e mi hanno seguito fino nel mondo dei miei sogni le orribili scarpe di pelle nera con fibbietta che affollano la citta'.

Mannaggia... tanti saluti al mio paesaggio da sogno... forse e' meglio che mi svegli...

... apro un occhio... oh no!! Apro anche l’altro!! Oh My God!!! AHHHHHHHHHHHH!!! Non era un sogno e neppure un incubo: il branco di orribili scarpe di pelle nera non e' sparito nel sogno: camminano ancora attorno a me! E’ la realta’: sono a Sanya, le Hawaii della Cina, e insieme a me, condividono lo stesso momento di “relax” centinaia di scarpette nere con fibbietta argentata, indossate dal popolo dei vacanzieri al mare in Cina.

Ok, lasciamo perdere il paesaggio da sogno e concentriamoci solo su di loro: il Cinese Marittimo (Hai Zhong Ren) e cerchiamo di capirne i curiosi comportamenti comparandoli con quelli dell’Italiano Marittimo.

 

Cosa distingue il Cinese Marittimo dall’Italiano Marittimo, ovvero la stessa categoria di vacanzieri italiani, i quali, al primo caldo raggio di sole, svuota le citta’ italiane e si infila in interminabili code sulle affollatissime autostrade per raggiungere, tipicamente quando il sole e’ gia’ basso all’orizzonte, la spiaggia piu’ vicina ?

 

7.2.1      Abbigliamento

 

L’Italiano Marittimo deve vestire sempre e necessariamente alla moda: raggiunta l’agognata spiaggia, puo’ finalmente sfoggiare, soddisfatto e compiaciuto, l’ultimo costume pagato carissimo perche’ firmato (inconsapevole del fatto che la produzione e’ in Cina per pochi RMB a pezzo). Tipicamente il costume puo’ avere diversi stili e colori, ma la marca deve essere ben visibile. Per l’Italiano Marittimo, il body-fitness e’ oramai considerato parte dell’abbigliamento stesso, ma puo’ essere ostentato solo dai “forward-thinkers”, ovvero coloro che si sono preparati alla vacanza con 6 mesi di faticoso e costoso allenamento in palestra.

Vice versa, per il Cinese Marittimo, esistono due sole tipologie di abbigliamento:

Tipologia 1. per entrambi i sessi, abbigliamento coloratissimo: un carnevalesco completino, con bruttissimo disegno floreale, comprendente una pacchiana camicetta con tinte saturate che contrastano gli elementi base della teoria dei colori, braghette ascellari e cappellino abajour, altresi' colorati in stile con la camicetta. Quando sono a coppie, lui e lei si vestono allo stesso modo. Eccezionalmente si puo' incontrare un intero gruppo che divide lo stesso stile e colori: rarita' da non lasciarsi scappare... tenete sempre una fotocamera pronta quando andate a Sanya.

 

Tipologia 2, sotto-classe A, valida per il sesso cosidetto forte: ineccepibile completo scuro " da citta' " (ma che oramai va considerato multi-uso, avendo visto cinesi vestiti in questo modo praticamente ovunque), comprendente: scarpa da citta' a punta, di pelle nera o talvolta, ma raramente, marroncina, con immancabile fibbietta argentata o dorata, pantalone nero da ufficio, giacca nera o grigia, camicia bianca, cravatta, sorriso smagliante, non sempre primaverile.

 

Tipologia 2, sotto-classe B, valida per il sesso cosidetto debole o ex-debole:

completino "sexy" da mare costituito da: reggiseno ombelicale, mutandone stile nonna papera, gonnellino per nascondere le poche parti del corpo rimaste visibili, ombrello per proteggersi dal sole, sorriso gioioso.

Nota a margine: le spiaggie di Sanya sono densamente popolate da formose fotomodelle russe che sfoggiano diafani mini-completi da mare al limite del carcere per atti osceni in luogo pubblico e che contrastano le “vereconde e innocenti” cinesine.

 

 

        

 

 

7.2.2      L’esplorazione della spiaggia

 

L’Italiano Marittimo e’ esploratore, soprattutto per quanto riguarda l’esplorazione di spiaggie per nudisti… ;-)

Il Cinese Marittimo rimane confinato nel suo vastissimo territorio.
Sanya, oltre ad essere un piacevole posto di mare dove il sole splende tutto l'anno, e' anche famosa per essere la punta piu' a Sud della Cina, conosciuta come "La Fine del Mondo", perche', in passato, i cinesi credevano la terra terminasse in questo posto.

La Fine del Mondo e' segnata da alcuni roccioni, con iscrizioni in cinese, che si affacciano sul mare.

I roccioni dividono la spiaggia in due parti: la gente popola una parte soltanto, fermandosi prudentemente di fronte alle rocce. Aspettano piu' o meno diligentemente il loro turno per fare la foto di rito e poi tornano verso casa. Al di la' delle rocce, l'altra parte della spiaggia: bellissima e eburnea, la spiaggia si apre fino all'orizzonte...  ed e' vuota!!!

Perche' ? Perche' il popolo dei vacanzieri al mare in Cina, in preda a una inspiegabile agorafobia, non si avventura al di la' della "loro" Fine del Mondo.

Meglio cosi': ci spaparanziamo sulla spiaggia e ci godiamo il relax della mancanza delle scarpe di pelle nera con fibbietta. :-)

 

                

 

 

HOBBY DA SPIAGGIA

 

Per quanto riguarda l’hobby da spiaggia, l’Italiano e il Cinese Marittimo si assomigliano.

Per entrambi, esistono 2 categorie: i Pigri e gli Atletici.

 

1. L’Italiano Marittimo Atletico: una volta guadagnata una fetta di qualche metro quadrato nell’affollatissima spiaggia, si dedica full-time, e con un entusiasmo da finale mondiale, a partite di soccer, beach-volley, badgminton o bocce.

 

2. L’Italiano Marittimo Pigro: tipicamente si addormenta sulla sua costosissima sdraio,

ottenuta dopo ore di attesa sotto il sole cocente, e si sveglia solo quando la pelle fumante per il sole ha oramai assunto il classico colore di una aragosta.

 

 

1. il Cinese Marittimo Dinamico (Hai Zou Zhong Ren): il loro hobby preferito e' camminare. Possono fare decine di chilometri al giorno per giorni interi. Quando sono stanchi, si siedono, "come polli" (secondo una famosa definizione di L. Kaminski, nota autrice del libro " Un cinese, un perche' "), e rimangono in quella posizione per ore, tipicamente finche' il sole non cala all'orizzonte.
Questa e’ la categoria piu’ numerosa sulle spiaggie di Sanya: un mare di instancabili camminatori: la sensazione che si prova e’ simile a sdraiarsi in mezzo alla Najing road di Shanghai durante un caldo sabato pomeriggio.

 

2. il Cinese Marittimo Statico (Hai Bu Zou Zhong Ren): è riconoscibile perchè sta immobile sulla sabbia, opportunamente mimetizzato e ricoperto di sabbia, appunto, spesso con tale zelo da rischiare di rimanere soffocato.

E’ possibile che si tratti di gente che appartiene alla categoria dei camminatori che, stremati, si accasciano sulla spiaggia cadendo in un sonno profondo che può durare anche settimane intere.

 

 

 

          

 

7.2.3      La fotografia ricordo

 

Mentre l’Italiano Marittimo fotografa, apertamente o di nascosto, esclusivamente le “bellezze locali”, il Cinese Marittimo fotografa di tutto e con una frequenza di scatto da record: sono loro il vero market segment che fa fiorire il business delle fotocamere digitali e relative schedine di memoria!

E' assolutamente impossibile capire il perche' scelgano le pose, i paesaggi e gli oggetti piu' brutti per le loro foto ricordo: acqua-scooter, paranche vecchie di 50 anni, in rovina che affonderebbero appena messe in mare, zozze reti da pesca, ATV che assomigliano piu' alle moto-giocattolo per ricchi bambini, sassolini piu' o meno arrotondati... qualunque oggetto presente sulla spiaggia e' motivo di una nuova foto ricordo.
Per via della loro posizione innaturale, la coppia fotografo-soggetto e’ individuabile anche a centinaia di metri di distanza: il fotografo piega le ginocchia, assumendo una classica e affettata posizione fantozziana, inquadra il soggetto, rimane in questa scomodissima posizione per lunghi minuti e finalmente scatta la foto; il soggetto attende pazientemente, in posizione assolutamente immobile, con le classiche due ditine aperte a V e con espressione atona ovvero gaudente.

Fatta la foto, entrambi sorridono e riprendono celermente il cammino, per guadagnare il nuovo oggetto da immortalare nella foto ricordo nr. 1763.

     

 

7.2.4      Il cinese e il contatto con l’acqua salata

 

Per l’Italiano Marittimo, il mare e’ sinonimo di vacanza, relax, tintarella, cucco…

Per il Cinese Marittimo. il mare e’ ancora un elemento misterioso.

Non sono riuscito a vedere cinesi che assaggiano l'acqua di mare per testarne il sapore, ma non mi sarei stupito se li avessi visti.

Tolte le scarpe di pelle nera con fibbietta argentata, arrotolato a mezza gamba il pantalone da ufficio, eccoli che tentano l'approccio con questo misterioso elemento della natura. Sono stupiti quando l'onda bagna i loro piedi, ridono per la inaspettata abluzione e per il contrasto di temperatura fra la calda spiaggia e la fredda  acqua mare, fanno qualche decina di foto, poi riprendono il loro cammino oppure si attardano a guardare all'orizzonte, in attesa di qualcosa, un segnale...

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

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